Una grande serata, un progetto entusiasmante sulla musica dell’indimenticato John Lewis, pianista della mitico Modern Jazz Quartet.

Sul palco il trio del pianista romano Enrico Pieranunzi – forte di oltre settanta dischi a suo nome e concerti in tutto il mondo – e il gruppo strumentale JAS & OFI, diretto da Michele Corcella il quale, oltre che docente di conservatorio, arrangiatore e compositore, è considerato uno dei maggiori esperti mondiali della musica di Duke Ellington.

Il progetto nasce da un’idea di Corcella con lo scopo di esaltare la ricchezza della musica jazz e blues partendo dalle opere di John Lewis. Al centro di questo progetto sta il tema del rapporto tra musica jazz e classica europea, uno dei più dibattuti tra storici, critici e appassionati. Si tratta di una relazione complessa, a tratti contraddittoria, una sorta di incontro-scontro tra culture, che si nutre tanto di diffidenze quanto di scambi autentici e fecondi. Molto in questo senso si deve all’opera di John Lewis, pianista e compositore, e in particolare al suo Modern Jazz Quartet.
Corcella ha rivisto le pagine di Lewis ed è intervenuto limitando il ricorso dell’improvvisazione jazz al trio pianoforte, contrabbasso e batteria, scrivendo gli arrangiamenti in funzione dello stile pianistico di Enrico Pieranunzi che, oltre a essere uno dei maggiori pianisti europei di Jazz, è uno dei pochi al mondo che per storia e vocazione oggi è in grado di rileggere in modo personale l’eredità di John Lewis, che richiede competenze in diversi linguaggi, una peculiare sensibilità stilistica e una notevole apertura culturale. Il programma del concerto abbraccia l’ampio spettro espressivo delle composizioni di Lewis, in particolare le pagine ispirate alla cultura rinascimentale e barocca tra Francia e Italia, composte tra gli anni Cinquanta e Settanta.

Il gruppo strumentale JAS & OFI, letteralmente “Jazz Acoust Strings e Orchestra Filarmonica Italiana” è composto da cinque archi (due violini, viola, cello e contrabbasso) e cinque fiati (flauto, clarinetto, oboe, fagotto e corno), e porta in scena, con assoluta maestria, il suono di un’orchestra da camera.

L’iniziativa è parte del programma Piacenza Jazz Fest, che cambia forma adattandosi agli eventi e alla situazione internazionale in continuo mutamento.
L’edizione 2020 che aveva dovuto forzatamente fermarsi si presenta ora in tutta sicurezza al suo pubblico in una nuova versione reloaded.

Saranno sei le serate in programma, tutte di sabato (tranne una domenicale), ospitate negli spazi che sono stati ritenuti più idonei a ospitare concerti nel più rigoroso rispetto di tutte le normative e le ordinanze relative alla sicurezza degli spettacoli dal vivo, compresa l’applicazione della distanza tra gli spettatori, in seguito alla quale i posti disponibili saranno limitati. Per ovviare a questa diminuzione, tutti gli appuntamenti prevedono un doppio spettacolo: il primo alle 19:30 e il secondo alle 22:00 (tranne per quelli dell’11 ottobre che, essendo di domenica, vengono anticipati).

Il Piacenza Jazz Fest è organizzato come sempre dal Piacenza Jazz Club grazie al fondamentale sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano, a quello della Regione Emilia-Romagna di altre realtà private del territorio; si avvale inoltre del patrocinio del Comune di Piacenza e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo – MiBACT.