Si dice che l’Universo sia la somma di tutte le possibili dimensioni spirituali esplorate, esplorabili e non conosciute. C’è chi ha sempre preferito ripetere le esperienze già svelate, chi ha optato per sentieri ignoti. Se sei tra questi ultimi preparati allora al viaggio cosmico del quintetto guidato da Gianluca Petrella, trombonista refrattario alle etichette che rimette in orbita la sua “Cosmic Renaissance” per guidarci verso altri ignoti pianeti. Dimenticando le convinzioni del Jazz più compiuto, Petrella e i suoi accompagneranno gli spettatori lungo nuove rotte da tracciare sulla cartografia afrofuturista che SunRa – caso unico, una sorta di scheggia impazzita della storia del Jazz, colui che ispira Gianluca Petrella – aveva iniziato. Il trombonista non compie una rilettura filologica. In questo progetto c’è piuttosto la sottolineatura della straordinaria capacità visionaria di immaginare mondi sonori ed estetici non codificati, che è propria di Petrella come lo era di Sun Ra. È il continuo sconfinare verso frontiere inedite che possono emergere solo esplorando nel profondo le proprie doti creative e mettendo da parte convenzioni e schemi. Come un viaggio galattico con destinazione ignota.

Gianluca Petrella è uno dei più talentuosi trombonisti al mondo (ha vinto per due anni consecutivi il celebre “Critics Poll” della rivista Down Beat, nella categoria “artisti emergenti”). Classe 1975, in 25 anni di carriera ha collaborato con artisti di fama internazionale scrivendo, performando e incidendo musica in maniera trasversale, dal mainstream alla sperimentazione più audace. In questo contesto variegato si inseriscono importanti collaborazioni con Enrico Rava, con l’acclamata superstar della techno Ricardo Villalobos, con Moritz Von Oswald, pioniere dell’elettronica tedesca, con dj Gruff, esponente di punta dell’hip hop italiano, e con il leggendario agitatore di dancefloor Dj Ralf. Nel 2017 è entrato a far parte della band di Lorenzo Cherubini alias Jovanotti, partecipando al Jova Beach Party 2019.

L’iniziativa è parte del programma Piacenza Jazz Fest, che cambia forma adattandosi agli eventi e alla situazione internazionale in continuo mutamento.
L’edizione 2020 che aveva dovuto forzatamente fermarsi si presenta ora in tutta sicurezza al suo pubblico in una nuova versione reloaded.

Saranno sei le serate in programma, tutte di sabato (tranne una domenicale), ospitate negli spazi che sono stati ritenuti più idonei a ospitare concerti nel più rigoroso rispetto di tutte le normative e le ordinanze relative alla sicurezza degli spettacoli dal vivo, compresa l’applicazione della distanza tra gli spettatori, in seguito alla quale i posti disponibili saranno limitati. Per ovviare a questa diminuzione, tutti gli appuntamenti prevedono un doppio spettacolo: il primo alle 19:30 e il secondo alle 22:00 (tranne per quelli dell’11 ottobre che, essendo di domenica, vengono anticipati).

Il Piacenza Jazz Fest è organizzato come sempre dal Piacenza Jazz Club grazie al fondamentale sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano, a quello della Regione Emilia-Romagna di altre realtà private del territorio; si avvale inoltre del patrocinio del Comune di Piacenza e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo – MiBACT.