Kurt Rosenwinkel (classe 1970) è unanimemente considerato tra i chitarristi e i compositori più notevoli e futuribili della sua generazione, un innovatore naturale, e la sua musica è profondamente melodica e accessibile anche se lavora ai più alti livelli musicali.
Cresciuto in una famiglia dove la musica rivestiva un ruolo importante, dopo gli inizi nella sua città natale, Philadelphia, si trasferisce a Boston per studiare al prestigioso Berklee College of Music, una delle università di Jazz migliori del mondo, ed è lì che viene scritturato da Gary Burton per unirsi al proprio gruppo. In seguito entra a far parte della Electric BeBop Band di Paul Motian e nel 2001 si trasferisce a New York, dove ha modo di sviluppare la propria visione musicale, suonando regolarmente in club come lo Small’s e collaborando tra gli altri con Brad Mehldau, Mark Turner, Ben Street, Larry Grenadier, Avishai Cohen, Jeff Ballard e Jorge Rossy.

Ciò che lo caratterizza in maniera indelebile è di essere immerso nelle ricche e profonde tradizioni del Jazz, di cui recupera i fondamenti vitali per elevare la propria arte a nuove vette, evolvere il linguaggio come nessun altro chitarrista è ancora riuscito. Rosenwinkel è già un veterano che può vantare molti classici e innovazioni importanti sia col suo strumento sia come bandleader e compositore, ma la sua vena prolifica fa ben pensare e pensare che stia appena entrando nel fiore degli anni della sua vita creativa.

Dotato di una vena compositiva molto romantica e di un timbro assolutamente personale e di rara bellezza, nel suo Standards Trio questo fuoriclasse è eccellentemente supportato dal talento e la classe del batterista Greg Hutchinson e dal bassista salernitano Dario Deidda, sempre accanto a Kurt negli ultimi anni anche nelle sue esibizioni negli Stati Uniti.

L’iniziativa è parte del programma Piacenza Jazz Fest, che cambia forma adattandosi agli eventi e alla situazione internazionale in continuo mutamento.
L’edizione 2020 che aveva dovuto forzatamente fermarsi si presenta ora in tutta sicurezza al suo pubblico in una nuova versione reloaded.

Saranno sei le serate in programma, tutte di sabato (tranne una domenicale), ospitate negli spazi che sono stati ritenuti più idonei a ospitare concerti nel più rigoroso rispetto di tutte le normative e le ordinanze relative alla sicurezza degli spettacoli dal vivo, compresa l’applicazione della distanza tra gli spettatori, in seguito alla quale i posti disponibili saranno limitati. Per ovviare a questa diminuzione, tutti gli appuntamenti prevedono un doppio spettacolo: il primo alle 19:30 e il secondo alle 22:00 (tranne per quelli dell’11 ottobre che, essendo di domenica, vengono anticipati).

Il Piacenza Jazz Fest è organizzato come sempre dal Piacenza Jazz Club grazie al fondamentale sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano, a quello della Regione Emilia-Romagna di altre realtà private del territorio; si avvale inoltre del patrocinio del Comune di Piacenza e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo – MiBACT.