Il percorso di visita si snoda su tre piani, tra le sale del museo, allestite anche in antichi ambienti della cattedrale per decenni celati al pubblico, e coinvolge la pinacoteca, meravigliosi oggetti sacri e preziosi reliquiari in allestimenti scenografici, fino a giungere alla sala del Codice 65, uno dei più importanti manoscritti del panorama europeo, considerato una enciclopedia che riassume il sapere medievale e la cui stesura ebbe inizio nel XII secolo. Non mancano video e supporti multimediali per rendere più completa l’esperienza all’interno del museo, che trovano la loro massima espressione nell’ “experience room”, dove si potrà assaporare un viaggio nel Medioevo grazie alla video installazione dell’artista Gionata Xerra.

Dal terzo livello del museo prende il via la salita (con accompagnamento obbligatorio) verso la cupola. L’ascesa avviene attraverso percorsi medievali nello spessore di muratura, scale a chiocciola, sottotetti e consente continui affacci mozzafiato sia sulla città che all’interno della cattedrale. Da gennaio 2020 il percorso di salita si arricchisce di un ulteriore affaccio, quello verso gli affreschi del presbiterio realizzati tra il 1605 e il 1609 da Camillo Procaccini e Ludovico Carracci, attraverso dei falsi matronei collocati sopra l’altare maggiore e mai accessibili prima dell’evento “Ludovico Carracci a Piacenza” del 2019. Incontrando installazioni di artisti contemporanei, si raggiunge il sottotetto della navata centrale con accesso al loggiato del tamburo della cupola, là dove sarà possibile, percorrendone tutto il perimetro, la visione ravvicinata del ciclo pittorico realizzato da Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino, tra il 1626 e il 1627, a prosecuzione del lavoro iniziato da Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone. E’ inoltre possibile l’affaccio dalla finestra a croce, che permette una visione panoramica della piazza sottostante e sui tetti della città.

Scendendo sul lato opposto a quello di salita, si trova la sezione dedicata ai restauri di fine Ottocento con esposizione degli elementi allora smantellati, tra cui torciere, sculture, lapidi, parti di altari.