La Fondazione di Piacenza e Vigevano, in collaborazione con il Comune di Piacenza, ha promosso la pubblicazione del volume di Tomaso Montanari, Capolavori fuori centro – I cavalli di Piacenza di Francesco Mochi, edito da Skira.
Il libro ruota attorno ai due monumenti equestri collocati in piazza Cavalli, realizzati dallo scultore toscano Francesco Mochi da Montevarchi (1580-1654), considerati dallo stesso Montanari tra le statue più importanti del barocco italiano.
I bronzi equestri farnesiani del Mochi sono uno straordinario esempio di “patrimonializzazione”, cioè di ingresso di capolavori d’arte dell’antico regime nel patrimonio storico e artistico dell’Italia costituzionale e democratica.
Il volume presenta una folta documentazione che permette di ricostruire in dettaglio la genesi delle opere, sia da un punto di vista delle dinamiche della committenza dinastica e di quella civica, sia da quello del lavoro artistico e delle vicende legate alla fusione dei bronzi.
L’orgogliosa libertà di Francesco Mochi esce ben leggibile da questa nuova ricostruzione. Un rinnovato esame delle opere – unico capolavoro in bronzo di un grande marmoraro, unico capolavoro della scultura protobarocca “fuori centro”, ovvero fuori di Roma – permette nuove acquisizioni critiche, specialmente nella lettura delle complicate, ricchissime allegorie del basamento del Ranuccio Farnese, che riacquistano una comprensibilità mai raggiunta dagli studi condotti fino a oggi.
La pubblicazione si avvale inoltre dei contributi di Anna Còccioli Mastroviti, sulle operazioni di restauro dei due monumenti nel corso degli ultimi due secoli, e di Marcello Spigaroli, sull’utilizzo della piazza che li ospita, e a cui danno nome, in senso scenografico e teatrale.
I monumenti equestri del Mochi sono al centro di un’altra iniziativa a cura della Fondazione di Piacenza e Vigevano e del Comune di Piacenza: PaladinoPiacenza, la monumentale installazione realizzata da Mimmo Paladino, collocata fino al 28 febbraio al centro di piazza Cavalli in posizione equidistante tra le due statue, composta da 18 sculture in vetroresina, poste su una base quadrangolare di dodici metri.

Nota biografica
Tomaso Montanari (Firenze 1971), normalista, è professore ordinario di Storia dell’arte moderna presso l’Università per Stranieri di Siena, dopo aver insegnato all’Università di Napoli Federico II e a quella di Roma Tor Vergata. Autore di numerose pubblicazioni, ha vinto il Premio Giorgio Bassani di Italia Nostra per il giornalismo in difesa del patrimonio culturale. Ha ricevuto dal Presidente della Repubblica l’onorificenza di Commendatore «per il suo impegno a difesa del nostro patrimonio». Scrive sul Fatto Quotidiano e sul Venerdì di Repubblica.